concorsi a base di like? no, grazie!!

Pochi mesi fa  un portale di cucina ha organizzato un contest che aveva come premio la possibilità di cucinare il proprio piatto durante una manifestazione culinaria in una delle più belle città d’Europa. Ho declinato l’invito, perché seppur ghiotto, era legato al meccanismo dei like, cioè il regolamento diceva che più like avrebbe ottenuto la ricetta più possibilità ci sarebbero state di vincere. Visto il mio diniego, gli amministratori si sono affrettati ad assicurarmi che i like non erano importanti perché l’ultima parola nella scelta della ricetta l’avrebbero avuta gli chef della manifestazione. 
Allora così è un’altra cosa! l’occasione era unica ed  ho preparato con grande impegno la mia ricetta. Prima regola condividerla sui social, l’ho fatto e ho ottenuto subito una trentina di voti, gli amici, i parenti stretti e qualche volontario. Dopo di che sono stata lì ad aspettare e a vedere che i miei voti rimanevano quelli, alcune ricette meravigliose ne avevano meno dei miei, altri aumentavano, aumentavano, aumentavano! Naturalmente ho perso alla grande, perché poi per vincere il giudizio di una giuria di professionisti non era affatto richiesto, anzi! contavano solo i like e non solo! In questo caso anche il maggior numero di condivisioni.  
Mi sono sentita così delusa, ma così delusa che ancora mi chiedo come possa un portale di cucina, come possano degli chef, che si dicono quotati, prestarsi a dei simili teatrini. 
Ed è anche per questo motivo che aderisco a questa iniziativa
Oggi, 15 settembre 2014, è stata organizzata una protesta contro quei concorsi in cui i vincitori non sono scelti da una giuria di professionisti del settore, ma sono decretati dai “Mi piace”. Se aderisci alla protesta, condividi questo post e, se hai un blog, pubblicane il testo anche lì.

Perché siamo contrari ai concorsi a base di LIKE?

– perché non premiano la bravura e la competenza;

– perché rappresentano per eccellenza l’anti-meritocrazia;

– perché sono la versione facebookiana delle lobby, del nepotismo, delle baronie;
– perché danneggiano anche l’azienda che vi si affida (che finisce per fare spam e non pubblicità).
Molto meglio una sana e golosa competizione a suon di mestoli, pentole e assaggi visivi, ma soprattutto… che vinca il migliore!


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