crostata di ricotta e visciole

una fragrante crostata con un ripieno corposo e delicato

L’Italia nel piatto per questo mese di marzo propone un tema bellissimo, la ” Dolce primavera”, dolci o torte per salutare questa stagione tanto attesa.

Ecco io ho preparato la crostata di ricotta e visciole: non è un dolce tipico di questo periodo, in realtà è un dolce che si può fare tutto l’anno, va bene in ogni stagione. Ma a me ricorda le passeggiate in centro, ricorda proprio il sole tiepido della primavera ed il profumo intenso di cose buone appena sfornate.

La crostata di visciole è un dolce tipico della cucina romana, le sue origini sono ebraiche e risalgono a qualche secolo fa: pare che un editto papale avesse vietato alla comunità ebraica di vendere latticini alla comunità cristiana. I fornai quindi per eludere la sorveglianza decisero di nascondere la ricotta tra due strati di pasta frolla e ci riuscirono benissimo; non solo, questa crostata ebbe un enorme successo, tanto da diventare un prodotto tipico stra-venduto nei forni dentro e  fuori il quartiere ebraico romano.

Non si conosce la vera ricetta tradizionale ma sicuramente si prepara utilizzando ricotta romana DOP possibilmente di pecora, visciole, una varietà di ciliegie dolcissime dal colore rosso intenso e poi, sembra che nel composto di ricotta vadano aggiunti un paio di cucchiai di sambuca.

Questa è la mia versione, non ho aggiunto sambuca ma infuso di anice stellato e non sto a dirvi che è venuta buonissima, provatela. Buon appetito!

una fragrante crostata con un ripieno corposo e delicato
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crostata di ricotta e visciole
un delizioso ripieno racchiuso in una friabile frolla
Porzioni
8 porzioni
Ingredienti
  • 400 g farina 00
  • 170 g zucchero
  • 200 g burro morbido
  • 4 tuorli d'uovo
  • scorza di 1 limone
per il ripieno
  • 380 g ricotta di pecora
  • 120 g zucchero
  • 1 uovo
  • 1 vasetto di confettura di visciole
per l'infuso
  • 1 bicchiere d'acqua
  • 2 frutti di anice stellato
Porzioni
8 porzioni
Ingredienti
  • 400 g farina 00
  • 170 g zucchero
  • 200 g burro morbido
  • 4 tuorli d'uovo
  • scorza di 1 limone
per il ripieno
  • 380 g ricotta di pecora
  • 120 g zucchero
  • 1 uovo
  • 1 vasetto di confettura di visciole
per l'infuso
  • 1 bicchiere d'acqua
  • 2 frutti di anice stellato
Istruzioni
  1. Lasciate a bagno nell'acqua bollente due frutti di anice stellato. Poi filtrate e lasciate raffreddare.
preparazione della frolla
  1. in una larga ciotola setacciate la farina e lo zucchero, Fate un buco al centro e versateci il burro morbidissimo a pezzetti. Impastate velocemente a mano o con un frullino fino ad ottenere una palla liscia. Avvolgetela nella pellicola e lasciatela almeno 30 minuti in frigorifero.
preparazione del ripieno
  1. Mescolate la ricotta con lo zucchero, l'uovo e due o tre cucchiai di infuso di anice stellato. Con una spatola lavorate bene gli ingredienti per cercare di sciogliere il più possibile lo zucchero .
  2. Riprendete la frolla e dividetela in due panetti. Stendete ogni panetto tra due fogli di carta forno cercando di dargli la forma della tortiera che userete. Appoggiate il primo strato di pasta con la sua carta forno nello stampo, allargatelo bene con le dita fin sui bordi. Bucherellate un po' il fondo.
  3. Con un cucchiaio distribuite sul fondo la confettura, io non ho usato tutto il vasetto, voi, però, fatelo così da ottenere uno strato bello alto di visciole. Distribuite sopra il composto di ricotta e livellatelo bene.
  4. Coprite la crostata con l'altro disco di pasta frolla e chiudete bene i bordi con le dita. Infornate nel forno già caldo a 180° per circa 20/30 minuti. Il tempo di cottura varia a seconda del forno e, in questo caso, anche dello spessore della pasta frolla. Sfornate e lasciate raffreddare. Spolverizzate di zucchero a velo.
  5. Conservate la crostata in frigorifero.
una fragrante crostata con un ripieno corposo e delicato
Ed ora facciamoci un bel giro per l’Italia ad assaggiare i piatti tipici della primavera:
Piemonte: Risòle
Friuli-Venezia Giulia: Presnitz triestino 
Puglia: Pizzo Palumbo 
Sardegna: Torta Pardula

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