Bentornati!
Eccoci dopo la pausa estiva con il nuovo tema proposto da L’Italia nel piatto: dolce da credenza autunnale!
Ma cosa è un dolce da credenza?
E’ una torta, crostata, ciambella preparata senza l’utilizzo di creme o di ingredienti facilmente deperibili e che, per questo, può essere conservata per alcuni giorni, appunto nella credenza, così da essere gustata a colazione e a merenda da tutta la famiglia.
Io nella credenza ho scelto di mettere la barachìa: una deliziosa crostatina formata da due piccoli dischi di pasta frolla all’interno dei quali è racchiuso un gustoso cuore di marmellata di prugne, anzi di prugoncini come vengono chiamati in dialetto genazzanese.
La Barachìa di Genazzano
La deliziosa crostatina si prepara nel Lazio e precisamente a Genazzano, un caratteristico comune alle porte di Roma. Un dolcetto con una forma particolarissima: i lembi della pasta frolla sono uniti insieme con una particolare tecnica che permette di ottenere la tipica forma che ricorda una stella.
Si consuma soprattutto nei giorni del Corpus Domini e dell’Infiorata di Genazzano, una manifestazione che si tiene a luglio in cui si raccolgono i fiori per la realizzazione di un tappeto floreale lungo le strade del paese.
Attualmente sono rimasti pochi forni a Genazzano che preparano e mettono in vendita la barachìa durante le feste patronali:
nonostante tutto, rimane una delle specialità più rappresentative della tradizione gastronomica di Genazzano e per questo ha meritato l’inserimento nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).
Non solo, per promuoverla e per preservarne la tradizione, la barachìa è stata inserita nel progetto Arca del Gusto della Fondazione Slow Food.
(fonti: www.turismo.it; Fondazione Slow Food)
La ricetta originale
Vi lascio la ricetta originale della frolla che ho scovato su un bellissimo sito, quello della Scola Dialettale Genazzanese rinominato Accademia deo tiritello, nato per custodire, promuovere e diffondere il dialetto genazzanese, le tradizioni, l’arte e l’identità culturale del comune.
Mi perdoneranno i custodi della ricetta se ho sostituito lo strutto con il burro.
La ricetta della confettura di prugne, invece, l’ho realizzata con il collaudato metodo di Christine Ferber.
Barachìa di Genazzano
Ingredienti
per la confettura di prugne
- 1,200 kg di prugne
- 800 g zucchero semolato
- il succo di un limone
per la frolla
- 400 g farina
- 150 g burro
- 2 uova intere + un tuorlo
- 250 g zucchero
- scorza di limone grattugiato
Istruzioni
Confettura di prugne
- Lavate le prugne e denocciolatele. Sbucciatele, se utilizzate quelle biologiche potete lasciarne alcune con la buccia o non sbucciarle affatto. Tagliatele a pezzetti e mettetele in una pentola con il succo di limone e lo zucchero. Mescolate e lasciate macerare per un po', il tempo necessario che lo zucchero si sciolga. Portate la pentola su fiamma bassa e aspettate il primissimo bollore, poi spegnete e lasciate raffreddare. Coprite con un foglio di carta forno a filo e trasferite in frigorifero per una notte.

- Il giorno dopo, rimettete la confettura sul fuoco e lasciate che riprenda il bollore, poi abbassate la fiamma e lasciate cuocere, schiumando di tanto in tanto per ottenere una confettura più limpida. Saranno sufficienti circa quaranta minuti di cottura ma la prova piattino è necessaria: un piattino freddo sul quale far colare un po' di confettura per vedere se rapprende, se lo fa è pronta. Versate la confettura nei barattoli sterilizzati e chiudeteli ermeticamente.
Pasta frolla e barachìe
- In una terrina riunite tutti gli ingredienti ed impastate fino ad ottenere una pasta morbida, che possa stendersi con il mattarello. Stendetela e con un bicchiere o una forma apposita, ricavate dei cerchi. Su uno mettete la confettura, l'altro lo userete per coprirlo.Premete i due dischi perché aderiscano bene, poi pizzicate i bordi per realizzare la tipica forma che contraddistingue la barachìa.Infornate a 180° e lasciate cuocere fino a quando non saranno ben colorite. Lasciate raffreddare.Io le ho conservate in un barattolo di vetro con chiusura ermetica.

Note
- Se non amate la confettura con i pezzi di frutta potete passarla con un frullatore ad immersione;
- Dimezzerete i tempi di preparazione utilizzando una confettura già pronta.
Torte da credenza delle regioni italiane:
Liguria: torta con i pinoli (torta de pigneu)
Lombardia: la Miascia comasca torta di pane e frutta
Trentino-Alto Adige: Crostata di mele
Friuli Venezia Giulia: Ciambella al cioccolato pere e cannella
Veneto: Torta di mele speziata
Emilia-Romagna: La torta spisigona di Gragnano
Toscana. Torta mantovana (ma toscana!) di Pellegrino Artusi
Umbria: Pizza dolce di granturco con mele e uvetta
Abruzzo: Sbriciolata di fichi e noci, con farina di Saragolla
Molise: Crostata con confettura di prugne e farina di mais Agostinello
Campania: Ciambellone con gocce di cioccolato e liquore limoncello
Puglia: Rosata di mandorle
Basilicata: Pastatelle venosine
Calabria: Sbriciolata di zia Maria alle pesche di Magisano
Sicilia: Torta di Mandorle
Sardegna: Torta di patate alla sarda
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Non conoscevo questo dolce tipico, ma il solo fatto che siano piccole crostatine ripiene di confettura, fatta possibilmente in casa, mi fa venire l’acquolina 😊 Mi fa piacere conoscere questi dolci tipici. Buona giornata.
Ciao Mari sono carinissimi questi dolcetti e penso siano anche buonissimi! Ciao un abbraccio e ben trovata 🙂
Piccole chicche belle e buonissime!
Non sapevo davvero dell’esistenza di questi dolci…
Si impara sempre qualcosa con questa bella rubrica!
bacioni e bentrovata 🙂
Non conoscevo questi dolcetti, ma devono essere veramente golosi!!
uno tira l’altro, vero?!?
elisa
Questi dolcetti sono una vera chicca, Marina! Non li conoscevo, ma ora sono curiosissima… Bravissima sempre!
Un abbraccio e buon inizio di settembre,
Mary
Che delizia questi dolcetti!
Bellissimi anche da servire!
Adoro la nostra rubrica perché ci consente di scoprire e tenere vive le ricette della tradizione, proprio come questa. Le tue foto sembrano dei quadri, complimenti!
grazie davvero Natalia!
Non conoscevo questo dolce, eppure oltre ad aver vissuto diversi anni in un comune della zona, frequento Genazzano per lavoro. La prossima volta che capito lì
Allora se puoi provali! quelli fatti da me erano davvero buoni, immagino che gli originali siano strepitosi!!
Non conoscevo questo dolce, eppure oltre ad aver vissuto diversi anni in un comune della zona, frequento Genazzano per lavoro. La prossima volta che capito lì
Ma che meraviglia, un dolce che non conoscevo, grazie Meri!!!
ma che bel post Meri, oltre alla ricetta particolare e molto bella alla vista, mi è piaciuta la ricerca della frolla e le notizie relative al prodotto… sei bravissima! Scusami del ritardo, periodo complicato! Un abbraccio!
Non si finisce mai di conoscere con l’Italia nel piatto!